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Gabbiani al porto di Milazzo

Si narra che la madre di tutte le stelle, che viveva in un castello fatto di nuvole belle, cuciva vestiti dorati per tutte le sue figlie sparse nel firmamento. Alcune piccole stelle, non contente dei vestiti che avevano ricevuto, iniziarono a ribellarsi e a chiedere con insistenza che la madre cucisse per loro altri vestiti.

-Adesso non posso. Abbiate pazienza, ci sono anche le vostre sorelle.-

Ma le stelline continuavano a lamentarsi e a portare scompiglio tra le stanze del castello fatto di nuvole belle. Il signore del cielo si arrabbiò e punì severamente le stelline: le spogliò dei loro vestiti dorati e le lanciò sulla terra. La madre era disperata, non voleva che le sue stelline fossero calpestate dagli uomini. Chiese allora aiuto alla signora dei giardini che trasformò le piccole stelle in fiori profumatissimi che chiamò gelsomini.

Fin dai primi anni del ‘900, nella piana di Milazzo, cittadina sulla costa nord-orientale della Sicilia affacciata sul mar Tirreno, si coltivavano i gelsomini. La raccolta di questi fiori profumatissimi era affidata alle donne, non solo perché le loro mani più piccole erano più adatte alla raccolta, ma anche perché venivano pagate meno degli uomini. I gelsomini, stelline del firmamento, dovevano essere raccolti di notte. Con il sole ingiallivano e perdevano il loro profumo: la loro essenza doveva arrivare intatta alla grande industria cosmetica francese di Grasse dove si preparavano i migliori profumi al mondo. Le gelsominaie si trovavano alle 2:00 di notte in una piazza della loro cittadina e alle 2:30 passava un camioncino per portarle nei campi. I gelsomini raccolti venivano messi dentro una sacca che le donne tenevano legata in vita. Quando la sacca era piena, la svuotavano dentro un grande cesto. Andavano vestite con gonne lunghe e un fazzoletto in testa e spesso lavoravano scalze, affondando i piedi nudi nel terreno irrigato qualche ora prima. Il loro lavoro terminava alle prime luci dell’alba, quando la fatica e l’umidità avevano messo a dura prova quei corpi e aveva provocato gravi infezioni ai piedi nudi tra fango e insetti. All’indomani della seconda guerra mondiale, le gelsominaie, guidate da una di loro forte e intraprendente, conosciuta con il nome de la bersagliera, occuparono il comando di polizia di Milazzo e iniziarono uno sciopero contro lo sfruttamento e le cattive condizioni in cui erano costrette a lavorare. La loro lotta fu tenace e il loro grido si alzò forte fino a che non fu loro riconosciuto un aumento del salario e un abbigliamento più adatto per sopportare l’umidità come stivali di gomma, grembiuli e guanti. La bersagliera continuò la lotta per i diritti delle lavoratrici di Milazzo iscrivendosi a un sindacato. Le gelsominaie ottennero orari e turni di lavoro migliori e continuarono a raccogliere le stelline profumate fino agli anni ’90, quando i campi furono coperti dal cemento e la fragranza inebriante dei gelsomini fu riprodotta chimicamente.

La signora dei giardini pianse la scomparsa dei campi e la madre di tutte le stelle non cucì più vestiti dorati.