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Erano arrivati di buon’ora alla Stazione Levante per salire sul treno che li avrebbe portati alla loro destinazione, Destinazione Certezza. Alcuni, i più anziani, si sedettero sulle panchine disposte lungo il marciapiedi della ferrovia; altri stavano in piedi a guardare un punto indefinito nel cielo; altri ancora chiacchieravano animosamente, guardando impazienti l’orologio della stazione. Portavano tutti un grosso bagaglio da trasportare e vuotare una volta raggiunta Destinazione Certezza.

Non c’erano bambini tra i viaggiatori.

Il Nubitreno, questo il nome del convoglio ferroviario, tardava ad arrivare e da un altoparlante uscì fuori una voce:

-Si avvisano i viaggiatori che il treno in arrivo sul binario 0, diretto a Destinazione Certezza, ha un notevole ritardo.-

Notevole ritardo? In che senso? Arriverà? Non arriverà? Quando?

Ci fu uno scompiglio generale: chi sbuffava a destra, chi imprecava a sinistra. Poi, però, tutti pensavano di non avere scelta: dovevano aspettare alla stazione l’arrivo del treno con il loro bagaglio ingombrante, così un gruppetto di viaggiatori si unirono per giocare a carte, mentre altri andavano avanti e indietro lungo il marciapiedi che costeggiava l’unico binario della Stazione Levante.

Passò un’ora…ne passarono due…

-Comunicazione importante! Una nostra navetta, Ostrobus, è a disposizione dei viaggiatori per raggiungere Stazione Levante Nord, dove Nubitreno è in arrivo. Ci scusiamo per il disagio, ma il binario 0 non è per il momento percorribile.-

La voce, che voleva essere rassicurante sull’arrivo “certo” di Nubitreno, gettò nello sconforto la piccola comunità: sarebbero mai arrivati a prendere quel treno? Avrebbero potuto finalmente mettere ordine al contenuto dei loro grossi bagagli?

Ostrobus caricò tutti e da sud si spinse verso nord. Giunti alla nuova stazione ferroviaria, attesero ancora un’ ora, stanchi e avviliti.

-Avviso ai viaggiatori! Il Nubitreno in arrivo al binario ∞ , in seguito ad una inversione di marcia, è rimasto fulminato da un raggio di sole.-

Silenzio.

Attoniti, confusi e ormai privi di speranza cercarono di afferrare i loro bagagli che nel frattempo erano diventati evanescenti, perdendo man mano consistenza.

Non sempre quello che è certo è vero. I viaggiatori avevano costruito certezze su certezze, con la presunzione di sapere tutto del mondo, senza più stupirsi di nulla.

Non c’erano bambini tra i viaggiatori. Lo stupore dell’innocenza li aveva salvati da faticose certezze.