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Forse un giorno di festa. Forse una domenica d’autunno. Piazza Duomo, via Etnea, Giardino Bellini. La Circumetnea. Signore eleganti, uomini distinti, bambini che giocano e altri, meno fortunati, caricati di grosse ceste per vendere qualcosa. E poi tanta gente: a piedi, in carrozza o in tram ad affollare il centro storico di una Catania che in quegli anni, erano i primi del 1900, brulicava di grandi passioni culturali, commerciali, artistiche.

Erano gli anni in cui Luigi Capuana ( Mineo 1840-Catania 1915), Giovanni Verga (Vizzini 1840-Catania 1915) e Federico De Roberto (Napoli 1861- Catania 1927) animavano i salotti culturali etnei, accogliendo la corrente letteraria francese del naturalismo trasformandone i caratteri in quelli propri del Verismo.

Erano gli anni in cui i fratelli Lumière inventavano e brevettavano, nel 1895, il cinèmatographe che presentarono a Londra, a New York, in Italia entusiasmando gli animi in un’epoca volta al progresso e all’innovazione. A Catania, un certo Salvatore Fichera fece richiesta in Francia di un proiettore che avrebbe sicuramente migliorato la visione di video amatoriali che ignoti cineoperatori giravano nella Sicilia orientale con il titolo “Vedute di Messina e di Catania in movimento“.

Chi non è andato a vedere quella straordinaria meraviglia che è il Cinematografo, di cui abbiamo un modello in via Etnea n.139, si affretti ad andare, se non vuole rimorsi. Certi impressionanti spettacoli, che quasi condensano l’eccezionalità del nostro secolo, bisogna vederli anche per formarci un concetto dei favolosi progressi della scienza. Ricordiamo che nello stesso locale trovasi quell’altra meraviglia che è il Grafofon. E’ proprio lo straordinario!

“D’Artagnan”, n.52, Anno V, 27 dicembre 1896

Così, con enfasi ed entusiasmo, Nino Martoglio (Belpasso 1870-Catania 1921), autore teatrale, regista, sceneggiatore, poeta, scriveva su “D’Artagnan”, giornale satirico da lui fondato a Catania nel 1891.

Nel 1900 venivano inaugurati gli Esercizi Sangiorgi da un’idea di Mario Sangiorgi (1862-1916), uomo eclettico, vivace e viaggiatore curioso. Gli Esercizi aprirono nel 1900, appunto, come complesso polifunzionale: teatro, albergo, ristorante, sala pattinaggio, terrazza attrezzata a caffè. Il teatro Sangiorgi, con prospetto sulla via Sangiuliano, a pochi metri da via Etnea, ospitò le prime proiezioni dei fratelli Lumière con grande affluenza di pubblico.

Le prime vere sale cinematografiche, con locali raffinati e migliore qualità delle pellicole proiettate, sorgevano in città nel 1913. Il cinema Olympia, in piazza Stesicoro,  fu una delle sale più rinomate del capoluogo etneo, e l’affluenza di pubblico fu tale che la piazza si riempiva di macchine e carrozze in sosta, specie quando si proiettavano i film dell’Etna film, società cinematografica catanese fondata dal cavaliere Alfredo Alonzo.  Ricco imprenditore catanese, proprietario di raffinerie di zolfo, l’ “oro giallo”, di una grossa azienda per l’esportazione della frutta secca e azionista della società di navigazione La Sicilia, fu travolto dalla fama do cinematografu.  Decise, quindi, di trasformare il borgo di Cibali, alla periferia di Catania, in una grande “città cinematografica”. Voleva, il cavaliere, portare agli onori della cronaca nazionale, e perché no, mondiale, il cinema catanese e fondare una casa cinematografica che fosse capace di arrivare a quel successo a cui era arrivata la Itala Film di Torino. Quest’ultima aveva trionfato con il film CABIRIA le cui scene esterne erano state girate a Catania. Era il 1913 quando attori, registi, comparse e costumisti occuparono la città per raccontare la storia di una bimba catanese rapita, approfittando della confusione che aveva generato tra la popolazione un’eruzione vulcanica dell’Etna. Il film ebbe un successo strepitoso, anche in America.

Il 31 dicembre del 1913 il cavaliere inaugurò la casa cinematografica ETNA FILM che, nelle intenzioni del suo fondatore, doveva essere la più grande d’Italia.

Il successo iniziale dell’ ETNA FILM aveva incoraggiato il cavaliere a cimentarsi in un kolossal, trasformando una delle sue ville in una reggia, impegnando attori famosi e più di trecento comparse e facendo costruire una galea seguendo un antico e prestigioso modello. Il Kolossal, che impegnò notevolmente le casse della casa cinematografica di Cibali, narrava dell’amore impossibile della corrotta governatrice di Siracusa di nome Xenia, per il giovane Christus, da cui il titolo del film, che invece amava la dolce Myriam. Il film non ebbe il successo sperato dal suo produttore e, nonostante il desiderio di coltivare ancora il sogno di una grande casa cinematografica, il cavaliere dovette chiudere i battenti di quel sogno dopo soli due anni. Il suo entusiasmo, come l’entusiasmo di altri catanesi e non solo, venne spento oltre che dalle sopravvenute difficoltà economiche, dall’arrivo della guerra che calò il sipario su tutte le iniziative e le speranze “…in movimento”.

I principi si occupano meno volentieri della pace che della guerra…

Preferiscono conquistare nuovi regni piuttosto che governare bene quelli che hanno già…

Dimentichiamo in fretta le cose buone e belle che ci vengono tramandate, ma poi le invochiamo ogni volta che un’innovazione potrebbe rendere la nostra vita migliore della passata…

In buona parte del mondo si è più pronti a picchiare che educare…

Tommaso Moro, Utopia – Lo stato perfetto, ovvero l’isola che non c’è. 

Ignazio Burgio, Una cinecittà sotto l’Etna: il cinema a Catania nei primi decenni del Novecento, http://enricopantalone.com/unacinecitta.html
http://www.ipercultura.com/arrivo-del-cinema-a-catania.htm
http://www.siciliamagazine.net/arte-e-cultura/794-catania-l-esposizione-del-1907-una-rassegna-di-uomini-e-donne-parte-iv.html
http://www.editorialeagora.it/rw/articoli/202.pdf