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Malfa: “Viale dei Palmizi” e chiesa di San Lorenzo. Foto di Antonio Brundu

 

Superò una dopo l’altra le palme che l’avevano vista crescere. Chissà da quanti anni erano lì a guardare il mare lontano. Una, due, tre… Tante volte si era chiesta quanti fossero quegli alberi e quasi per gioco aveva cominciato più volte la conta. Una, due, tre…e poi tra una palma e un’altra si inserivano i suoi pensieri e quelle piante frondose non potevano essere più contate. Quella mattina la sua mente era volata lontano, non si accorse nemmeno delle palme, né di quello che la circondava. Si diresse verso la chiesa. Non c’era nessuno, solo il sacrestano che si aggirava per l’altare sistemando i fiori, il leggio e gli oggetti sacri che il vescovo aveva usato il giorno prima per celebrare messa. L’uomo fece un cenno di saluto ad Assunta che rispose con un sorriso. Lei restò lì seduta a osservare quell’affresco che compare pittore aveva dipinto qualche anno prima. Anche lui era andato via.

Il vescovo, durante l’omelia, aveva parlato di perdono, di amore, di pace. Quante belle parole! Perdonare. Cosa voleva dire quella parola? Per-donare, per dare, per offrire. Ancora! Perché? Per continuare a umiliarsi, a soffrire? Perché? Per perdersi per sempre nel labirinto della solitudine e della tristezza? Vincenzo l’aveva lasciata sola, con una promessa. Ma dove era finito? Dove era scivolata la sua dedizione, la sua fiducia, la sua offerta il cui frutto cresceva nel suo corpo?

-Che significa perdonare, Dio mio? Dammi la forza di avere ancora il coraggio di per-donare. Senza la possibilità di offrire ancora, rischio di perdere anche Te, di non sentirTi più!-

Si guardò intorno smarrita, e rimase in attesa come se le pareti di quella chiesa avessero dovuto dirle qualcosa. Alzò lo sguardo verso il tetto a cassettoni in legno e puntò lo sguardo su l’altro dipinto che compare pittore aveva realizzato: la figura luminosa di san Lorenzo spogliata dei colori della vita terrena, rifletteva la luce di una stella. Poteva, doveva esserci ancora un modo per ritrovare la vita che avrebbe voluto, doveva ancora sperare, ascoltare la voce del suo cuore, non essere indifferente al desiderio di ritrovare Vincenzo.

A FINE GIORNATA, pag.44

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