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– Ci vediamo dopo, maestro!-

-A dopo! Non fare tardi!-

Nonostante gli obblighi a cui non era possibile sottrarsi nell’economia domestica dell’isola, la scuola doveva comunque inserirsi nel grande progetto della vita dei bambini, la cui educazione e formazione andava seguita, stimolata per scoprire che attraverso i numeri, le poesie, le letture, attraverso il sapere avrebbero scoperto e apprezzato la loro intelligenza e avrebbero imparato a navigare nel mare della curiosità. Qualunque cosa avrebbero fatto poi, avrebbe recato l’impronta di una mente abituata a muoversi, a farsi domande. Il maestro ne era certo. (Paolina Campo, A fine giornata, A&B, Acireale, 2015, pag.17

 

Il maestro Lorenzo amava la sua isola, il suo mare, la sua terra e amava i suoi alunni. Di quel piccolo angolo di mondo i libri e l’istruzione, la cura di bambini a volte con storie difficili legate al lavoro della terra,  ne avrebbero esaltato la bellezza, ne avrebbero suscitato la meraviglia e stimolato la curiosità. Maestro Lorenzo sapeva che un bambino ha bisogno anche di un libro da sfogliare, di parole che aspettano di svelare il loro significato per regalargli un sorriso, una speranza. Il maestro aveva un cugino nato anche lui sull’isola verde. Emigrato in Australia con la famiglia quando era ancora in fasce, “emigrò” in Italia, ancora bambino,  per conoscere e studiare i classici greci e latini, per sviluppare una cultura e un ingegno che sarebbero sfociati nelle sue opere artistiche. Divenne un pittore famoso Virgilio Lo Schiavo,  il cugino del maestro. Pluripremiato in Australia, regalò la sua arte alla sua isola i cui colori portava in giro per il mondo.

Maestro Lorenzo non è stato il mio maestro. La mia maestra si chiamava Graziella e, sull’isola verde, mi insegnò ad amare la lettura. Ricordo che, completati gli esami di quinta elementare, mi volle premiare e ritirò per me due bellissimi libri: un dizionario della lingua italiana illustrato e il racconto Pomi d’ottone e manici di scopa con le foto del film che, proprio quell’anno, era il 1971, la Disney proiettava per la prima volta negli Stati Uniti.

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Che bello ballonzolar, bighellonar, galoppare tra gli abissi del mar così….

E mentre da un’anemone saltava fuori un cavalluccio marino, un’orchestrina di pesci eleganti dava vita a una festa da ballo sottomarina. Fantastico! Come avrei voluto saltare anch’io su quel letto magico! Il film lo vidi molti anni dopo insieme alle mie bambine e si rinnovò la gioia di quel momento quando vidi la mia maestra commuoversi mentre, alla presenza del segretario, mi consegnava i libri. Magia!

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TREGUNA  MEKOIDES  TRECORUM SATIS DEE  e quello che sembrava inanimato, dimenticato, prese vita e salvò il sorriso dei bambini.