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“Nei primi anni sessanta, a causa dell’inquinamento dell’aria, e, soprattutto, a causa dell’inquinamento dell’acqua sono cominciate a scomparire le lucciole….Si è passati dalla fase delle lucciole alla fase della scomparsa delle lucciole senza accorgercene”, Corriere della Sera, 1 febbraio 1975, “Il vuoto del potere” ovvero “l’articolo delle lucciole“, Pier Paolo Pasolini.

Cosa sono le lucciole? Qualcuno le ha mai viste?

C’era una volta la stima fondata sull’osservanza di valori, regole che tutelavano il bene comune, il rispetto per tutto quello che ci era di più caro: la famiglia, la casa, la terra, il lavoro, la religione. C’era una volta l’emozione del vento, del sole, del mare che ti accarezzavano la pelle, un paio di occhi teneri o arrabbiati e una voce che recitava una preghiera e la portava lontano. C’era una volta…la libertà di partecipare con gioia a un evento, la libertà di potere esprimere la propria opinione perché “una noce da sola nel sacco non fa nessun rumore”, perché così ci dicevano gli anziani. Lucciole. Succede che, una volta scomparse le lucciole, ti rifugi nei ricordi e scavi nel passato per cercare se mai ti capita di rivederle lì. Succede che ti porti dietro delle immagini, testimoni della delicatezza di emozioni che vuoi ancora provare, per dare conto di quell’irrequietezza per cui non ti rassegni a vivere senza il respiro antico e odoroso di cose buone e belle dove certi valori hanno un senso, quello dello stare insieme in maniera rispettosa.

 luna

La luna parlò al pianeta e gli disse che ormai era tempo di andare, mentre una nuvola scura li invitava ancora a restare.

orto

Il sole illuminò di giallo le arance nell’orto e segnò sulla terra le ombre del giorno.

galline

Le galline lasciarono l’aia e allegre si aggiravano per le vie del paese mentre

arance

I raggi del sole avevano ormai attraversato i rami degli alberi e lumache, coccinelle e formiche ripopolavano  l’orto.

monte

Dove sei mio sogno semplice? Forse lì tra i monti, tra le valli avvolte da nubi? Sei tra i colori e gli odori, i suoni e i silenzi di un mondo familiare e caro?

“…..fui improvvisamente colto da quel senso di meraviglia per le cose note e familiari che è all’origine della filosofia. Provai in me un profondo stupore per la possibilità di una tale dimestichezza con un uccello libero e selvatico, e la constatazione  di questo fatto mi rese stranamente felice, come se con ciò si fosse potuto riparare alla cacciata dall’Eden”   (Konrad Lorenz, L’anello di Re Salomone, GLI ADELPHI, Milano, 2010, pag. 20)