Tag

, , , , ,

“La nostra scuola si trovava vicina a due bellissime biblioteche…Dentro le sale delle biblioteche scoprii una cosa bellissima: il silenzio….un silenzio condiviso, rispettoso,elegante e delicato…un silenzio che mi accompagnava alla scoperta  della bellezza di un mondo dove una poesia, un brano mi accarezzava l’animo e mi invitava a fermarmi, a riflettere su tutto ciò che mi circondava affinchè tutto diventasse bello e interessante.” ( Paolina Campo, Vi racconto una storia, Bonanno editore, Acireale, 2009, pag.124)

Si narra che Pitagora morì intorno al 450 a.C. tra le fiamme della sua scuola di Crotone cadendo vittima dell’aggressione di Cilone che non aveva sopportato di non essere stato ammesso «al santuario della conoscenza». I pitagorici, allora, lasciarono Crotone e fondarono scuole in altre città dell’area ellenica. Ben presto il centro degli studi matematici si spostò ad Alessandria dove sorse anche una grandiosa Biblioteca che, sotto i Tolomei, riuscì a contenere più di seicentomila libri. Alessandria fu per tanto tempo la capitale intellettuale del mondo civilizzato. Fu però spesso minacciata da assalti di eserciti stranieri che distrussero e seppellirono nella cenere lo splendore della città e della sua Biblioteca. Il primo grande e pericoloso assalto ad Alessandria fu ad opera dei romani, nel 47 a.C.         La biblioteca di Alessandria fu distrutta definitivamente dopo la conquista islamica dell’Egitto del 639 d.C. Il secondo califfo dell’Islam, Omar ibn al-Khattab, fece bruciare tutti i libri considerandoli inutili sia che questi contenessero argomenti tratti dal Corano, sia che non contenessero alcun riferimento al testo sacro islamico. Nel corso dei secoli, i libri che fu possibile salvare dalla devastazione di Alessandria e dalle macerie dell’incendio della sua biblioteca furono reinterpretati da studiosi di origine indiana ed araba. Questi, non solo copiarono le formule descritte nei manoscritti dei grandi matematici greci ma si sforzarono di reinterpretare i teoremi andati perduti. Dopo il 750 d.C. Baghdad divenne la nuova capitale della cultura, la nuova Alessandria. Sotto la dinastia degli Abbasidi si raggiunse il più alto livello intellettuale e il più grande sviluppo delle scienze raggiunto dagli arabi.  Nell’830, il califfo al-Ma’mûn fondò a Baghdad la Casa della Saggezza, dotata di una ricchissima biblioteca paragonabile alla maestosa biblioteca di Alessandria. 

Biblioteca-di-Alessandria

Si intensificarono le traduzioni dei grandi studiosi del pensiero filosofico e di tutte le scienze classiche e, attraverso varie revisioni, gli arabi arricchirono di nuovi elementi il pensiero antico.

Ma arriviamo ai nostri giorni: riapre la Biblioteca dei Gerolamini, antica biblioteca napoletana aperta nel 1586 con lo scopo di essere destinata alla frequentazione pubblica. Una biblioteca che ha custodito opere di grandi filosofi come Gian Battista Vico e non solo e che è stata attaccata dal fuoco del mal’affare e dell’incuria. Sale prestigiose, rimaste chiuse per troppo tempo e che finalmente tornano ad essere dei napoletani.

Girolamini

Si coglierà il senso di quell’affluenza numerosa di gente che esige Saggezza, Bellezza, Cura, Attenzione?  Si percepirà cosa quel luogo può rappresentare nel nostro mondo in cui ci si aspetta l’incontro e non lo scontro tra le culture? Si riuscirà a guardare al passato per costruire un futuro dalle grandi risorse?

biblio malfa     biblio sm

biblio ct

Nelle foto, la Biblioteca Comunale di Malfa, la Biblioteca Comunale di Santa Marina e la Biblioteca Ursino Recupero a Catania: luoghi di ricerca, di instancabile attività per promuovere incontri con gente e luoghi di ogni tempo, anche quando si è in vacanza. Luoghi dove potersi misurare con la grandezza di pagine di storia che sembrano tenderci  la mano.

Nell’830 d.C.  nacque la Casa della Saggezza sull’esempio di quello che era stata la grandezza della scuola di Alessandria e da lì, da quel grande esempio, tornò a rivivere il sogno di una grande civiltà secondo quei corsi e ricorsi storici che Gian Battista Vico, importante visitatore assiduo della biblioteca napoletana, pose a fondamento del suo pensiero filosofico.