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cantine Florio

Per chi, come me, soffre di sicilitudine, è difficile abbassare lo sguardo e arrendersi, pensare che è da stupidi sentire una fitta al cuore davanti al mare, al sole, alla terra di Sicilia.

Di cultura, di storia, di bellezza si potrebbe vivere. E bene anche, se solo noi, popolo antico e superbo, riuscissimo ad essere più grati alla nostra terra che di storia, cultura e bellezza ce ne offre in abbondanza. Peccato che non impariamo a valorizzare a fondo quello che abbiamo e ci stupiamo quando tra cattive amministrazioni, siti abbandonati e spazzatura puzzolente ci imbattiamo in oasi in cui la genialità di imprenditori intraprendenti hanno dato lustro alla Sicilia e alle sue isole minori.

Mi trovai un giorno, insieme ad un gruppo di amici, in una di queste oasi.

«Cosa dà al marsala il suo caratteristico sapore, odore e compostezza? Mosti selezionati, tanto alcool e…. l’ossigeno!». Tra pause che anticipavano sorprese e l’enfasi di parole che sembravano scorrere da botti superbe dove, inebriati,avremmo potuto pensare di fare un bel bagnetto, Maria Elena ci guidava nel mondo antico della famiglia Florio. Basiti, attraversavamo quelle cantine scavate nel tufo giallo come il sole a mezzogiorno, come gli acini di quell’uva da cui si ricavava il Perpetuum, antenato del marsala. Attraversavamo quelle cantine e la storia ci veniva addosso, ci avvolgeva in un sogno d’altri tempi, eppure così presente.

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Il Settecento volgeva al termine ed un ricco commerciante di Liverpool si imbatteva in una tempesta nel mare di Sicilia. Tentò quindi un approdo di fortuna a Marsala, salvando la sua imbarcazione e il suo equipaggio. Stanco, trovò ristoro in una taverna dove, davanti a un buon bicchiere di Perpetuum, raccontò la sua disavventura. Buono quel vino! Così buono che John Woodhouse decise di caricarne alcune botti sulla sua barca affinchè la corte inglese ne potesse apprezzare il gusto. Ma il viaggio avrebbe guastato il vino, quindi bisognava inventarsi qualcosa per trasportarlo senza rischi. Woodhouse aggiunse alcool, tanto alcool e…( la pausa di Maria Elena!) il vino arrivò in Inghilterra con un gusto e un profumo degno delle tavole reali. Gli inglesi avviarono e mantennero viva la produzione e il commercio del marsala fino a quando, nel 1833, Vincenzo Florio decise di diventare il magnate di quella produzione e di quel commercio.

botti

Passeggiavamo in silenzio tra botti e caratelli disposti in file ordinate su un pavimento in battuto di polvere di tufo in pendenza verso il mare. Rotolavano verso il mare le botti grandi, enormi e anche quelle più piccole per essere imbarcate sulle navi della compagnia Florio che trasportavano il vino fino in America. Le intuizioni e l’intraprendenza di Vincenzo Florio fecero la fortuna della famiglia e furono l’orgoglio della Sicilia. Intuizione, intraprendenza e un pizzico di furbizia concentrati nel simbolo storico delle cantine Florio: il leone genuflesso. In tempi durante i quali era difficile il commercio dell’alcool e la malaria contava le sue vittime, il marsala poteva essere trasportato sotto le mentite spoglie del chinino che avrebbe potuto risollevare anche un leone colpito da quella terribile malattia. La nostra visita si era quasi conclusa quando Maria Elena ci parlò del quadro di Donna Franca con la sua lunga collana di perle che si trova a Villa Egea a Palermo. Il quadro esprime non solo la bellezza della moglie dell’ultimo erede della famiglia Florio, ma anche un periodo di dissipazione dell’enorme patrimonio dei Florio: macchine, gioielli, ville lussuose, feste eleganti. Fino all’esaurimento, fino alla morte di Donna Franca che visse gli ultimi anni tra gli stenti e il dolore di non avere dato un erede capace di sollevare le sorti di una famiglia distrutta dalle dissennatezze del marito. La storia si ripete e insegna. Il lavoro, l’intraprendenza, la caparbietà, l’orgoglio, la speranza costruiscono. L’incapacità di vedere oltre ciò che abbiamo e pensare in risorse inesauribili da sfruttare; l’incapacità di pensare che ciò che abbiamo, per quanto sia soddisfacente, basti a garantirci stabilità e benessere senza un serio impegno porta a un inevitabile declino. Donna Franca non ebbe figli maschi e le cantine Florio sono sopravvissute grazie a società stipulate con altre grandi case vinicole nazionali.

SOM: Superior Old Marsala, l’antica denominazione della produzione Florio, cambiò in Marsala secco, semisecco, dolce, vini esposti in bella mostra nell’elegante enoteca delle Cantine di Vincenzo Florio.

La gita si concluse e raggiungemmo le nostre auto. Fuori da quell’oasi ci attendevano strade interrotte, segnaletiche fatiscenti, giardini abbandonati. Fuori c’era il siciliano dall’orgoglio passivo, che si lamenta, che aspetta che qualcuno gli risolva i problemi. Il siciliano che sembra non avere voglia di essere testimone di qualcosa che brilla anche in mezzo al fango e di innamorarsi ogni giorno di ciò che lo circonda per lavorare di mente e di braccia perché tutto sia ancora MERAVIGLIOSO.