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foto (43)

L’ arancina palermitana su una nave viaggiava e sul ponte di comando osservava il mare calmo. Ad un tratto, un odore familiare la distrasse dalla brezza di quel mare e vicina si trovò un turista particolare. Era lui, l’arancino catanese che, con fare confidenziale, iniziò così a parlare:

-Sei ben tonda cara amica! Così tonda da non stare ferma in piedi- disse serio il siciliano orientale.

-Sono tonda e me ne vanto! Sono quello che la storia ha voluto raccontare in mille anni e forse più. Delle cupole rotonde ho la forma maestosa e racchiudo nel mio ventre tante spezie profumate e piccanti e saporite, in un misto di colori quanti furono quei popoli che lasciarono l’impronta di culture prestigiose.

Ma tu dimmi, a cosa devi quei tuoi fianchi tanto larghi? E quella punta sommitale tanto stretta e appuntita?-chiese infine la siciliana occidentale.

-Hai presente quel vulcano che la gente tanto stima e ne segue il murmuriu che scatena fuoco e fiamme? La Muntagna è assai importante! Custodisce antiche storie e leggende millenarie. Nel mio cuore è custodito il furore del vulcano: sugo rosso come il fuoco, carne tenera a pezzetti come lava appena spenta dove spicca del formaggio come neve sulla vetta di quel magico vulcano.-

-Sai, ho visto il tuo vulcano!- lo interruppe l’arancina arabeggiante- Una sera vespertina, allungava la sua vista a rapire con lo sguardo quelle cupole rotonde, rosse come il suo furore.-

-C’è un fuoco che come fiume attraversa questo mare e con forza si rivela nella fiamma spumeggiante. Guarda, amica cara! Giunti siamo a quelle sponde dove il fuoco ha generato lidi splendidi e montagne e la gente laboriosa ne ha esaltato la bellezza.-

-Guarda è Iddu, che risponde alla Muntagna con un tuono sconvolgente!-

-Fitta e densa è quella lava che fluisce nei fondali e conosce la grandezza della storia millenaria che in cucina si racconta con la forma e i sapori di arancine e arancini, di nacatuli e spicchitedda che conoscono le donne di una terra generosa.-