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Un lavoro storico, etnoantropologico quello affrontato con A fine giornata, immaginando di camminare lungo la strada dei miei ricordi legati alla chiesa di san Lorenzo, come un punto che fluttua nel mare della mia memoria. Navigando lungo le note dell’orologio della chiesa mi sono trovata come dentro un quadro dove tutto è legato a tutto, dove la storia dei miei ricordi si è intrecciata con le storie che avvolgono la chiesa madre di Malfa. Ho fatto amicizia con un pittore, Virgilio Lo Schiavo, inconsapevole compagno della mia infanzia quando entrando in chiesa mi lasciavo accogliere da qualcuno che per me era già passato e che “ha vissuto con molto piacere e entusiasmo e ha portato sempre nelle vene l’amore per le isole Eolie”, come ha voluto sottolineare la figlia del pittore, la dottoressa Alanna Horan che vive in Australia e che con grande gentilezza e spontaneità ha risposto ad alcune domande che le avevo inviato via mail. La storia dei dipinti all’interno della chiesa inizia con un dono. Era l’estate del 1931 e l’artista eoliano inizia a costruire un modello in legno del disegno preparatorio all’opera da realizzare nella volta absidale della chiesa di Malfa. Virgilio parla con Assunta, personaggio immaginario che si inserisce nel racconto della vita del pittore e per tutto il romanzo concentrerà su di sé le gioie, le sofferenze, i sogni, le speranze di chi è cresciuto tra i campi spinosi dei capperi, belli, illuminati da un sole artista del cielo.Presentazione libro A fine giornata