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Presentare il mio ultimo libro A FINE GIORNATA nel patio storico della Biblioteca Comunale di Malfa, era un appuntamento a cui non potevo mancare. Un luogo familiare, amico, dove ogni mia pubblicazione è stata accolta con affetto ed entusiasmo. C’è un non so che di magico in quel terrazzo, specie in questo periodo dell’anno. Un albero centenario libera a terra piccoli frutti, piccolissimi, minuscoli mandarini, per diffondere nell’aria il profumo di un caldo abbraccio. Gli uccellini che non possono costruire il nido tra quei rami profumati perché timorosi dei topi predatori, non cercano altri alberi dove nidificare ma si adattano sopra una lampada posta in alto sulla parete dove si apre la porta che dal patio antico si va in biblioteca. E tutto parla di un dono, quello di don Giovannino Marchetti, parroco di Malfa dal 1905 al 1955, che offrì la sua opera e i suoi averi al suo paese, compresa la palazzina con il patio dove regna sovrano il mandarino centenario. Tra ricordi, profumi e cinguettii di uccelli si aggira Antonio Brundu, appassionato delle storie del suo paese, attento bibliotecario e custode di ciò che nella storia di Salina ha generato bellezza, commozione, cultura, impegno, sapienza. Quando mi mostrò il modello in legno del disegno preparatorio all’opera che Virgilio Lo Schiavo avrebbe realizzato nella volta absidale della chiesa di san Lorenzo, risalente all’anno 1931, rimasi stupita. Crebbe in me l’entusiasmo di continuare a scrivere il romanzo dei dipinti che la chiesa madre di Malfa custodisce e che parlano ancora una volta di un dono.

Antonio Brundu, autore della foto che ho scelto come copertina, nonché della presentazione in quarta di copertina, ha curato ogni particolare perché nel patio venisse creata l’atmosfera giusta per parlare di un artista che “ha scelto la nuova chiesa della sua Malfa, a depositaria dei suoi primi lavori in Arte sacra”[1].  Le rose, le letture e l’attenzione di Melina Ciccolo, anche lei grande estimatrice della storia di Malfa, hanno dato un tocco di eleganza alla serata dello scorso 20 giugno. Un pubblico attento ha ascoltato le mie storie, spesso individuando nei personaggi i volti di gente di cui aveva sentito parlare o di cui aveva condiviso le esperienze.  Credo che ho ancora tanto da raccontare di quest’isola che ha scolpito nel mio animo la gioia di emozionarmi e sapermi stupire anche per le piccole cose che la vita mi offre.

“A fine giornata, abbracciai le storie che viaggiavano lungo le note del campanile disegnato sull’azzurro del cielo e il verde della montagna dei Porri, e mi rifugiai nel silenzio che parla e raccoglie l’energie di vite che con la morte si erano compiute , lasciandosi dietro una scia luminosa…

…Do, re… il mondo esiste cantandolo e per cantare bisogna vivere, amare, non dimenticare”[2]

[1] Don Giovannino Marchetti , Bollettino parrocchiale di Malfa, 12 dicembre 1934.

[2] Paolina Campo, A fine giornata, Bonanno editore, Acireale, 2015, pag. 96-97